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IL VERDONE
(Carduelis chloris)
La mia prima esperienza con i Verdoni risale a molto tempo fa quando,
in età ancora molto giovane, mi furono regalati da un amico,
anch’egli allevatore, stimolando in me quella curiosità
cercando di capire cosa lo differenziava dalle altre specie.
A dire il vero sono stato sempre un appassionato di animali, di
tutte le specie e di tutte le razze, ma tra tutti gli uccelli indigeni
esso è stato l’unico che mi ha entusiasmato maggiormente,
specialmente dopo la comparsa delle sue stupende mutazioni.
A tutt’oggi quel mio interesse non si è affatto affievolito,
anzi si è fortemente radicato, tanto che, seppur allevatore
di canarini di colore nonché di forma e posizione, nel mio
animo spero sempre di anno in anno di prenderne una coppia per provare
a riprodurla.
DESCRIZIONE
Il verdone è lungo circa 14-15 cm, con una colorazione verde
oliva intenso cosparso su tutto il corpo, da cui deriva il suo nome
Verdone.
Il maschio ha un colore verde molto più marcato della femmina,
così come anche sulla barra alare, infatti quest’ultima
negli individui di sesso maschile si presenta di un bel giallo carico.
La femmina, è caratterizzata da colori molto più scialbi,direi
quasi viranti al bruno, ed i piccoli appena usciti dal nido le somigliano
molto, avendo però le caratteristiche striature melaniche
sul petto.
RIPRODUZIONE
Il periodo degli accoppiamenti, particolarmente affascinante anche
in questa specie, inizia da metà aprile primi di maggio,
e si protrae fino a luglio.
Ovviamente, tramite aggiustamenti mirati del fotorperiodo, attuabili
se si dispone di un apparecchio alba-tramonto, possiamo anticipare
di qualche settimana la posa dei nidi.
Da ricordare, è che il fotoperiodo ideale affinché
tutti gli uccelli entrino in estro è di circa 14,30. E’
meglio non oltrepassare questo limite, perché la stimolazione
eccessiva dell’ipofisi, blocca il rilascio di ormoni della
riproduzione, e attiva quelli atti a far affrontare il delicato
periodo della muta.
Ai tempi, quando possedevo i Verdoni, li alloggiai in una volieretta
da 120 cm, (ho l’abitudine di sfidare sempre la sorte, infatti
è opinione comune che, i fringillidi abbisognino di ampi
spazi –voliere-, io di contro tento sempre in gabbie più
modeste).
Questo per due ragioni: in primis perché lo spazio a mia
disposizione non è immenso, e quindi mi devo adeguare; e
poi perché la loro gestione in gabbie diviene molto più
facile, rendendo possibile il controllo di tutte le fasi della vita
dei nuovi nati. E poi dobbiamo mirare a rendere meno forastici gli
animali, cosa questa facilitata dalle gabbie che permettono un più
stretto contatto con l’uomo.
Per quanto riguarda l’alimentazione, non presenta particolari
problemi, comunque, in generale potrebbe andare bene un misto composto
da: scagliola, perilla, canapa, lino e girasole. Prestate sempre
attenzione alla linea dei vostri amici, perché facilmente
tendono ad ingrassare.
In tutti gli articoli consiglio sempre la sostituzione del seme
di niger, con la perilla.
Tutto ciò per un semplice fatto: il niger è un seme
oleoso al pari della perilla, ma è molto più riscaldante
e poco digeribile in confronto a quest’ultima, quindi è
da imputare a lui la causa dei problemi intestinali, che di anno
in anno attanagliano i nostri allevamenti.
A completare la dieta, possiamo aggiungere: pastone, rigorosamente
secco, delle fette di mela (2 volte alla settimana), verdure di
vario genere, con saltuarie somministrazioni vitaminiche nell’acqua
da bere, meglio se appartenenti al gruppo “B”, coadiuvanti
la detossificazione epatica.
Come il resto dei Fringillidi, solo nei primi 5-6 giorni, il Verdone,
vira nella sua alimentazione, diventando in parte insettivoro.
Al nostro caso possono essere utili tutte le larve conosciute, dai
buffalo alle larve di mosca carnaria.
Compie circa 2-3 cove l’anno, uso comune è quello di
infiascare il nido, e i piccoli nascono dopo 13-14 giorni di cova.
Se ben alimentati, possiamo tranquillamente apporre l’anello
inamovibile del tipo “B”, dopo circa 6-7 giorni.
LO SVEZZAMENTO E LA MUTA
Lo svezzamento e la muta dei novelli, avvengono a circa 35 giorni,
ma è preferibile non accelerare i tempi, perché un
distacco troppo brusco potrebbe causare dei seri problemi, quali
la perdita degli stessi.
Dato che il periodo dello svezzamento e muta, non è molto
facile da affrontare, consiglio di procedere come segue:
Somministrare per 3-4 giorni alla settimana aceto di mele, in
ragione di 50 ml/litro d’acqua; oltre ciò lasciare
a libera disposizione un misto molto più digeribile, composto
da: scagliola, lattuga e poca perilla.
Sospenderemo la somministrazione di pastone, e lo sostituiremo con
il mangime “primo periodo” per polli (trattasi di mangime
medicato contro la coccidiosi).
Prima si somministrarlo, lo si passa al setaccio, per dividere le
due parti di esso, in questo modo otterremo il passaggio dai fori
del setaccio la parte granulare, quindi la parte somministrabile,
e nel setaccio rimarranno le parti più grossolane (mais).
La muta inizia verso la fine di luglio inizio agosto e si prolunga
fino a settembre.

Verdone femmina
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Verdone maschio
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Santi Spadaro
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