LA PEPPOLA
(Fringilla montifringilla)
Splendida specie, geneticamente molto affine al
Fringuello con il quale si ibrida di sovente.
Il dimorfismo sessuale è evidente: i maschi in amore presentano
il becco, la testa e il dorso di un bel nero intenso e lucido. In
inverno la colorazione cambia divenendo brunastra; le ali invece
presentano sfumature bluastre. Il petto e la parte superiore di
esso divengono arancione con debordatura della macchia anche sulla
spalla nel maschio.
Ovviamente, per questioni di mimetismo, le femmine
hanno tonalità meno appariscenti dei maschi. La loro caratteristica
è il dorso bruno macchiato (simile al Daino per intenderci).
La lunghezza raggiunge i 16 cm; il peso medio è di 24 gr;
l’apertura alare è di 26 cm; il becco di 12 mm; la
coda di 58 mm. (le misure si riferiscono ad entrambi i sessi).
ALIMENTAZIONE:
Essa è una specie che abbisogna di un’alimentazione
varia. Nel periodo degli amori e quindi di riflesso anche nell’allevamento
della prole, è importante innalzare la quota proteica.
La miscela più adatta ( consigliata dallo scrivente) deve
essere composta da: ottima scagliola depolverizzata, canapa, lino,
cartamo, avena, girasole, sostituendo il niger con la perilla, seme
oleoso anch’esso, ma di più facile assimilazione da
parte dell’apparato gastro-intestinale, evitando nel contempo
l’insorgere dell’ipertrofismo epatico e l’infiammazione
delle anse resesi visibili ad occhio nudo.
Questa rappresenta la miscela di base, che ogni allevatore può
modificare a seconda della località dell’Italia in
cui si trova l’allevamento degli uccelli ed anche in base
alla propria esperienza.
Durante l’allevamento dei pullus, è consigliabile somministrare,
oltre agli utilissimi semi germinati miscelati con pastoncino, alimento
altamente proteico, e alla frittatina (vedi preparazione nel sito
www.ciuffolotto.it) anche larve di insetti. Allo scopo si prestano
molto bene i bigattini (o larve di mosca carnaria) che, preventivamente
lavati, bolliti, asciugati potranno essere somministrati agli uccelli.
E’ importante somministrarli dopo averli fatti scongelare,
perché come avviene per le carni di consumo in campo umano,
le basse temperatura favoriscono il processo di frollatura, che
permette di rompere i ponti proteici e garantire una migliore tenerezza
delle carni e quindi risultare più digeribili.
Tuttavia, è consigliabile integrare la suddetta dieta con
somministrazioni a cadenza settimanale, in vaschette a parte, di
un misto composto da: canapa, girasole, papavero, perilla e panico.
Giova ricordare (REPETITA IUVANT) che nelle voliere non devono mai
mancare: il grit, il carbone vegetale e un buon complesso vitaminico
somministrato per 2 volte alla settimana, possibilmente non consecutive.
RIPRODUZIONE:
Per quel che riguarda l’alloggiamento, dato
che si tratta di specie simile al Fringuello, è bene sistemarli
in voliere, anche abbastanza capienti, poichè il maschio
trovandosi in una cubatura non sufficiente, inevitabilmente infastidirà
la femmina, causando i ben noti problemi tecnici, noti a tutti noi,
quali: la non deposizione, deposizione a terra con successive uova
rotte e femmine che depongono e covano poco o niente.
La femmina depone dalle 4 alle 6 uova, ma vi sono anche registrazioni
di picchi di ovodeposizione che arrivano fino a 7 uova. L’incubazione
delle stesse dura circa 13-14 giorni, della quale si occupa solo
la femmina.
Il nido è auspicabile posizionarlo nel punto più luminoso
della voliera, debitamente ben occultato mediante rami di conifere,
in modo tale da rassicurare la femmina durante la deposizione e
successiva cova.
Lo stesso verrà imbottito con: juta, pelo animale, steli
d’erba secca (si può somministrare anche fieno o paglia),
muschio, piume e penne.
La deposizione avviene da maggio a luglio. I piccoli lasciano il
nido all’età di 14-15 giorni.
Entrambe le specie, sia Fringuello che Peppola, iniziano la muta
a fine giugno inizio luglio; compiono il cambio del piumaggio molto
velocemente, e senza particolari problemi, se ben alimentati.

Esemplare Maschio
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Esemplare Femmina
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Santi SPADARO
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