|
Il FROSONE
(COCCOTHRAUSTES COCCOTHRAUSTES)
Tra gli indigeni che più mi attirano, oltre al Lucherino
europeo, l’Organetto e il Verdone, c’è anche
lui: “il Frosone”, che mi riprometto, anno dopo anno,
fin da quando lo vidi per la prima volta (avevo circa 12-13 anni),
di allevarlo…e credo che lo farò, magari quando avrò
più spazio a disposizione nel mio allevamento.
Fringillide inconfondibile, e riconoscibile per il suo bel becco
che si colora di un blu metallico durante il periodo degli amori,
primavera-estate, che vira ad un color giallastro nel periodo invernale.
La sua struttura corporea è molto robusta; il colore predominante
in tutto il corpo è il marrone-nocciola, così come
anche sul dorso e ventre.
Il maschio presenta colori più accesi rispetto alla femmina
ed i piccoli che hanno colorazioni più tenui, questi ultimi,
riconoscibili dalla caratteristica macchia bianca sulla la gola.
Quindi, possiamo dire che il dimorfismo sessuale è abbastanza
palese, per i motivi appena enunciati e, ovviamente, risulta molto
più facile il riconoscimento se si ha un occhio allenato.
Ha abitudini alimentari granivore, infatti si nutre di sementi e
frutti carnosi, quali: ciliegie, pesche e relativi noccioli.
I Frosoni, come già detto, appartengono alla famiglia dei
Fringillidi, con i quali non è molto facile ottenere risultati,
in quanto è un animale molto diffidente (almeno nei primi
periodi) e molto schivo.
Prima cosa in cui procedere, è quella della scelta della
coppia, cosa non facile, in quanto formano coppie fisse (un po’
come fanno i Colombi),e se la coppia formata non dovesse andar d’accordo,
è inutile insistere, infatti i successivi tentativi di affiatamento
risultano, il più delle volte, vani…tant’è
che l’unica cosa da fare è quella di sostituire uno
dei soggetti e riformare la nuova coppia (io consiglierei di cambiare
il maschio).
Per migliorare il rapporto creato tra allevatore-indigeno, conviene,
nel periodo invernale, sistemare la coppia in un gabbione da 120
cm, appunto per farli abituare alle manomissioni giornaliere, attuate
da colui che ha l’incombenza di accudirli.
Importante è la pulizia, soprattutto degli accessori interni,
infatti i Frosoni hanno la stessa abitudine dei Verdoni, ovvero
di riempire il beverino di semi “duri”, appunto per
ammorbidirli e successivamente cibarsene.
ALIMENTAZIONE e RIPRODUZIONE
Come alimentazione, opterei per un misto non troppo grasso, (
in quanto possono palesare a lungo andare problemi epatici ), costituito
da: scagliola, canapa (poca), lino, perilla, girasole e cartamo.
Un paio di settimane prima dell’inizio del periodo degli accoppiamenti,
inizio maggio, è meglio trasferirli in quella che sarà
la casa dei futuri piccoli, la voliera.
(Anche se credo che una volieretta, costruita artigianalmente, di
dimensioni di 150 cm lunghezza, x 65 profondità x 65 altezza,
possa andare bene).
Il Frosone, è una specie che abbisogna di integrazioni proteiche
massive, (in confronto ciò che è stato detto per la
Peppola e il Fringuello sembreranno bazzecole).
Oltre ai semi germinati, è importante variare il tipo di
insetto somministrato.
Inizierei col citare il “grande” bigattino, per continuare
con le larve di api, le tarme della farina ed, infine, con i grilli
e lumachine. (Varietà di alimenti, gli ultimi due, che possono
essere trovati con molta facilità in negozi di animali specializzati
nella vendita di Iguane e acquari).Ovviamente, non tralasciando
i favolosi risultati che si ottengono, con i tanto decantati piselli,
consigliati più volte dal nostro grande amico Marco.
E in ultimo, mi permetterei di consigliare anche le fave, trattasi
infatti di proteaginose, utili anch’esse quanto i piselli,
magari della varietà inglese, molto più piccola delle
fave di consumo umano, e del favino destinato al consumo animale
(equini, bovini, ovi-caprini).
Oltre a ciò, sono anche propenso alla somministrazione delle
uova di formica, (provenienti da allevamenti che le vendono mescolate
ai pastoncini già pronti, quindi evitandoci la fatica di
andare a cercarle.).
Infatti, dalla loro somministrazione, si possono constatare “de
visu” i miglioramenti che i vostri uccelli acquisiscono giornalmente.
Cito, ad esempio, alcuni benefici: crescita accelerata, insorgenza
di problemi intestinali nulla, piumaggio attillato e setoso, e assorbimento
delle sostanze chimiche da esse prodotte, quali ad esmpio: acido
formico (antisettico-battericida, utile per la normo-funzione intestinale).
Ahimè, se non verrà eseguita la somministrazione di
sostanze proteiche, non si assisterà all’entrata in
estro dei vostri volatili, e quindi non assisterete a nessun lieto
evento, in quanto l’elevato tenore proteico è indispensabile
per il raggiungimento della forma amorosa.
Vengono deposte dalle 3 alle 6 uova, i pullus si sviluppano velocemente
e abbandonano il nido al 14simo giorno.
Lo svezzamento è uguale a tutte le altre specie di fringillidi,
infatti, esso avviene verso il 30simo giorno, ma il più delle
volte è utile ed anche consigliabile aspettare il 35simo
giorno.
In linea di massima, i Frosoni compiono 1 (una) covata annua, ma
in caso di affidamento di uova e/o piccoli alle balie (si consiglia
verdone, ciuffolotte e ciuffolotte messicane), ne possono portare
a termine tranquillamente anche 2 o 3.
Santi Spadaro
Copyright © 2007 [Santi Spadaro]
|
|